TORNA IL CONTASTORIE DAL 19 SETTEMBRE AL 18 OTTOBRE

L’isola è la quinta
Il programma “mette in scena” il rapporto tra autore e attore, tra reperto antico e il suo senso, tra memoria e testimonianza, affermando così la possibilità di rendere “racconto” non solo l’esperienza che sta alle spalle di ogni vicenda artistica, in ogni sua espressione e linguaggio, ma il filo tenace e invisibile che lega l’una all’altra ogni forma di creatività e di conoscenza umana: ciascuna parla di sé e dell’altro. Di qui è nata la scelta del titolo, “Il Contastorie”, con l’allusione alla ricchezza tematica e timbrica, alla libertà delle proposte, accomunate dalla loro qualità, riunite dalla sequenza temporale degli appuntamenti.

La mescolanza
L’idea da cui la manifestazione è nata, nel 2011, era ed è quella della mescolanza, suggerita dalla mescolanza di vino e acqua che avveniva nella coppa durante il simposio dell’antica cultura greca. Un’idea che trova nella Coppa di Nestore, uno dei tesori artistici e storici dell’isola, conservato a Villa Arbusto, il suo riferimento simbolico, il nesso che lega l’antica Aenaria all’Ischia di oggi, passato e presente, calore di sole, ebbrezza di frutti, limpidezza di fonti. La coppa è diventata così il segno di una “linea” di incontri della manifestazione, linea costante e distintiva, che insegue temi, immagini, scoperte che si riconducono all’isola, punto d’approdo mediterraneo.

Percorsi
Per fruire del programma secondo l’orario devono interagire sia l’attrattiva della tradizione culturale locale in senso lato sia una stagionalità che consente di sperimentare i modi dello “star bene” che l’isola soprattutto consente, nella fluidità dell’acqua che la circonda o che sgorga dalle sue viscere. Quindi un programma in parte “mattiniero”, ma soprattutto serale che lascia a ciascuno il suo tempo e il suo modo di trascorrere la giornata, per raccogliersi dal tramonto – a Forio, Ischia, Lacco Ameno, su altre voci e suoni e percorsi e precisamente, ora per ora:

I luoghi raccontano, ore 9.30
Escursioni a cura di Francesco Mattera in collaborazione con il CAI di Ischia

Il futuro dell’Eurozona, ore 9.30
Liceo Statale “Ischia”
A cura di Laura Novati

La coppa di Nestore e un’isola antica, ore 10.30
Villa Arbusto/Villa Gingerò, Lacco Ameno
In collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e con il Dipartimento di civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa
A cura di Costanza Gialanella e Laura Novati

Bambini all’opera, ore 16.30
Chiostro Francescano di Forio
A cura di Francesca Iacono

Appuntamenti con la scienza, ore 18.30
Villa Arbusto/Villa Gingerò, Lacco Ameno
A cura di Pietro Greco

Teatro d’attore / Racconti mediterranei, ore 18.30/20.30
Antica Libreria Mattera, Chiostro Francescano, Torrione – Forio / Palazzo Reale – Ischia / Villa Arbusto – Lacco Ameno

Le strade del bene comune, ore 20.30
Antica Libreria Mattera, Forio


Teatro d’attore / Racconti mediterranei
Antica Libreria Mattera, Chiostro Francescano, Torrione – Forio / Palazzo Reale – Ischia / Villa Arbusto – Lacco Ameno

Racconti mediterranei: la manifestazione si riferisce esplicitamente quest’anno al grande bacino cui appartiene la millenaria storia di Ischia, mettendola però in dialogo e in contatto con ciò che il “viaggio” dentro questo orizzonte marino ha continuamente prodotto. Viaggio per eccellenza è quello che da Oriente ad Occidente compie Odisseo, l’uomo o il mito che fonda la tradizione occidentale, nella inesausta volontà di andare, nella tentazione – o vocazione – di vedere e conoscere. «“Odissea un racconto mediterraneo” è un progetto più vasto in cui ci siamo inseriti, che sta peregrinando nei siti archeologici di mezza Italia, nasce dall’idea di far riascoltare la voce di Omero, di restituire al racconto orale, così era nato, la prima “fiction” della letteratura occidentale. Un progetto in continua evoluzione e mutamento, che si affida di volta in volta a presenze d’eccezione del teatro di oggi», dice Sergio Maifredi ideatore del progetto. All’Odissea si rifanno infatti tre serate dedicate: alla gara dell’arco (canto XXI) raccontata da Moni Ovadia, a Penelope (canto XXIII), la donna ferma e paziente recitata da Maddalena Crippa, sino ai patti di pace (canto XXIV) detti da Davide Riondino che chiudono il poema. Bisogno di pace, bisogno di por fine alle stragi sono dunque la conclusione del poema fondativo della nostra tradizione.
Un altro viaggiatore mediterraneo, naufrago missionario e pellegrino, è protagonista di un’altra fondazione, la vera nascita del cristianesimo: è Paolo di Tarso, ebreo di nascita, greco di scrittura, romano di cittadinanza che invia le sue missive alle comunità di giudeo cristiani di Efeso, di Antiochia, di Corinto, di Roma. Le lettere precedono i vangeli, sono i primi testi della nuova religione: nella notte che precede la morte di Paolo a Roma, quelle lettere rivivono nel “montaggio” di Ermes Ronchi, sono il fissaggio di una vita, ansia di futuro, l’inno a una nuova “caritas”.
Nella Cantata di ogni giorno, Giovanna Marini compie invece un altro viaggio, cantando musica di ogni tempo, che affonda le radici tanto nei riti e dei canti popolari come nella musica colta della nostra tradizione.
All’opposto, nel buio fondo di carcere, tra sacralità della vita e l’imperdonabile offesa della pena di morte, tra colpa e bisogno per tutti di redenzione e perdono, si pone poi lo straordinario spettacolo di Umberto Orsini e Giovanna Marini, la Ballata del carcere di Reading. E il legame fra morte e vita, in un dare e avere che è proprio del nostro tempo, si propone nel testo di Franco Autiero, Espiantati; la ricchezza del dono attraverso la sofferenza, la metamorfosi dei corpi inseguita dalla scienza. Interrogativi e miracoli, portare nel corpo la vita degli altri.
Infine, in apertura della manifestazione, due omaggi a figure della cultura partenopea: Anna Maria Ortese, riletta da Elio Pecora; Eduardo De Filippo, ricordato da Titta Fiore, Nino Masiello e Raffaele Martorelli. 
//venerdì 19 settembre, ore 20.30 / Antica Libreria Mattera, Forio
Anna Maria Ortese: tra sonno e veglia, a cento anni dalla nascita
Incontro con Elio Pecora
A cura di Giorgio Di Costanzo

Anna Maria Ortese (Roma, 13 giugno 1914 – Rapallo, 9 marzo 1998) rievocata nel Centenario della nascita, attraverso i ricordi di due suoi amici, con una sorpresa-omaggio di Elio Pecora.

//sabato 20 settembre, ore 20.30 / Torrione, Forio
Eduardo de Filippo a 30 anni dalla morte
Lo ricorda Titta Fiore
Testimonianza di Raffaele Martorelli
Introduce e coordina Nino Masiello

La serata è dedicata alla memoria di Pasquale Nonno, giornalista, già direttore de «Il Mattino»

Al termine della conversazione ci sarà la proiezione del film “Campane a Martello”, del 1949, girato interamente a Forio e ad Ischia Ponte – con la regia di Luigi Zampa e interpretato da Eduardo De Filippo, Gina Lollobrigida e Yvonne Sanson

In questo anno di diffuse celebrazioni del trentennale della morte di Eduardo De Filippo, Il Contastorie ha scelto un modo originale e fuori da ogni cliché abusato, che fosse legato ai suoi lavori più celebrati: la proiezione di un film delicato, che lo vede protagonista in un ruolo inusuale, diretto da un grande registra quale Luigi Zampa, con le musiche di Nino Rota. Un film dalla tematica attualissima, con l’Isola d’Ischia protagonista, che mostra la sua lussureggiante natura ancora “intonsa”, che insieme alla sua gente, di cui a molti “attori per caso”, rende a pieno la sua identità antica. Ecco: legare la figura straordinaria di Eduardo al luogo di origine de “Il Contastorie” è parso il migliore omaggio alla sua arte inarrivabile. Ricordare per questa occasione un grande giornalista, direttore del più importante quotidiano del Mezzogiorno, Il Mattino, che elesse Forio, e l’isola d’Ischia, a sua seconda patria, vuole rappresentare un omaggio complessivo all’amore di Pasquale Nonno per Napoli, per Forio e per Eduardo, dei cui successi proprio Il Mattino fu “cantore” attento ed appassionato.

//domenica 21 settembre, ore 20.30 / Chiostro Francescano, Forio
Luciano Bertoli, Le mie lettere siete voi
Testo di Ermes Ronchi
Introduce Ermes Ronchi

Per questo spettacolo Ermes Ronchi ha riscritto, attualizzandole, sette lettere di san Paolo che ricostruiscono l’itinerario geografico e il cammino di fede di Paolo, presentato, nella finzione scenica, dal discepolo Luca, autore degli Atti degli Apostoli. I quadri scenici corrispondono alle città che l’apostolo toccò nel suo itinerario missionario: Atene, Efeso, Damasco, Corinto, Antiochia e Roma, dove si consuma il martirio. Le parole di Paolo, figlio di tre popoli (giudeo, greco e romano) sono profondamente vere e attuali: nell’apertura universalistica, nell’abolizione delle gerarchie sociali umane, dell’ostilità allo straniero, nella visione di un’umanità illuminata dalla “caritas”, dalla speranza di redenzione.

//lunedì 22 settembre, ore 20.30 / Chiostro Francescano, Forio
Moni Ovadia, Odisseo e la gara dell’arco (canto XXI)

Ovadia corre sulle onde dell’Odissea arrivando all’Itaca di quello straordinario poeta che è Kostantinos Kavafis. Lo spettacolo proietta lo spettatore in una dimensione in cui la narrazione ritorna all’antico e primo modo in cui il poema omerico veniva offerto, gli spettatori devono ascoltare, non leggere e l’unione di una grande testo con un grande interprete permette di assistere ad uno spettacolo di rara attualità. Il racconto (canto XXI) propone il momento in cui Penelope ha deciso di porre fine all’attesa: sarà sposa di chi, tra i proci, saprà tendere l’arco di Odisseo. I pretendenti si preparano alla sfida; tra loro, sotto i dimessi stracci del mendìco, si cela Odisseo. Quando l’arco sarà nelle sue mani, Odisseo non esiterà a scoccare il dardo che trafiggerà la gola del più arrogante dei pretendenti. Le porte della reggia si serrano come le reti di una tonnara. La mattanza ha inizio.

La serata è dedicata alla memoria di Gennaro Zivelli, attore

//martedì 23 settembre, ore 20.30 / Palazzo Reale, Ischia
Franco Autiero, Espiantati
Con Alessandra Borgia
Intervento di Fulvio Calise

Un lavoro per rendere omaggio a Franco Autiero, scenografo, drammaturgo, artista, scomparso nel 2008.
Il testo, scritto apposta per l’attrice, debuttò nel 1995 per Settembre al Borgo. Vengono raccontate tre storie vissute da autore e attrice in un percorso che segue il filo della follia, della diversità. Storie di emarginazione che si relazionano in qualche modo alla città. C’era l’intervento dello stesso Autiero sul palco, ruolo che in questa edizione sarà ricoperto da Fulvio Calise che, per scelta precisa della Borgia, non è un attore, ma un medico, un chirurgo specializzato in espianti e trapianti, una sorta di esorcismo all’idea dell’espianto come atto definitivo. Una storia che voleva evocare l’impegno dell’autore e dell’attrice al fianco di Annibale Ruccello, spesso citato tra le righe e costante punto di riferimento artistico e intellettuale. Tre personaggi molto diversi tra di loro, grazie ai quali la protagonista diviene una sorta di spirito alla deriva, pronta a trasformarsi da donna sciatta e “condominiale” a dama elegante e sensuale, passando per l’incarnazione della gatta Rusinella, la gatta de “Le cinque rose di Jennifer” di Ruccello.

//mercoledì 24 settembre, ore 20.30 / Palazzo Reale, Ischia
Giovanna Marini, La cantata di ogni giorno
con Germana Mastropasqua e Xavier Rebut

La cantata è la forma prediletta da Giovanna Marini, adottata per raccontare cantando storie semplici e accadimenti memorabili, ciò che colpisce la pubblica opinione e ciò che rischia di essere dimenticato, la storia della gente di oggi. Le voci libere cantano il lied, l’aria d’opera, la canzone popolare: la voce della mondina, della prefica, della contadina che segue la passione religiosa del Venerdì Santo si intrecciano in una polifonia insieme classica e moderna, etnica e contemporanea, che appartiene a tutti e che tutti coinvolge. Dal palcoscenico parte un filo rosso di memoria che avvolge lo spettatore e lo conduce al ricordo, alla riflessione, alla commozione e al pensiero del presente che accoglie e conserva e trasforma il passato.

//giovedì 25 settembre, ore 20.30 / Palazzo Reale, Ischia
Oscar Wilde, La ballata del carcere di Reading
Traduzione e adattamento di Elio De Capitani e Umberto Orsini
Musiche di Giovanna Marini
Recitata da Umberto Orsini
Cantata da Giovanna Marini

La ballata del carcere di Reading (The Ballad of Reading Gaol), uscì nel 1898, pochi mesi dopo la scarcerazione dello scrittore, e di quella dura esperienza è la testimonianza più tragica e intensa. Nel 1895 Oscar Wilde, in seguito a una causa per diffamazione da lui intentata al duca di Queesberry, fu a sua volta accusato di comportamento contrario alla morale pubblica e condannato a due anni di lavori forzati presso la prigione di Reading nel Berkshire. Qui fu testimone dell’impiccagione di Charles Thomas Wooldridge, un ufficiale diventato assassino della moglie. Quella morte suscitò in Wilde una profonda riflessione sulla sorte che può trasformare tutti in malfattori, sul bisogno di tutti di essere perdonati. La ballata è un lamento poetico in due tempi: l’impiccagione di un giovane detenuto, il rituale assurdo e feroce dell’esecuzione, e la meditazione, profondamente religiosa, sul male e la redenzione. Soprattutto sulla profonda indegnità della pena di morte. Proposto per la prima volta nel 2005 (al Festival AstiTeatro), con la regia di Elio De Capitani, lo spettacolo è stato di recente ripreso dalla Compagnia Umberto Orsini al Teatro Elfo Puccini di Milano.

//venerdì 26 settembre, ore 20.30 / Villa Arbusto, Lacco Ameno
David Riondino, L’ultima Odissea (canto XXIV)

Riondino parte dai patti di pace, che chiudono i ventiquattro canti dell’Odissea che conosciamo e ci trasporta in un’altra Odissea tutta immaginata, enigmatica e misteriosa. Che il viaggio non sarebbe terminato con l’arrivo a Itaca, Odisseo lo sapeva bene da quando, nel regno dei morti, ha incontrato Tiresia. L’indovino cieco glielo ha predetto: dovrà, dopo la strage dei pretendenti, rimettersi in cammino, per terra questa volta, lontano dal mare, portando sulla spalla un remo, come una croce, come un’espiazione. La meta non avrà le coordinate precise che individuano Itaca sulla carte nautiche. Ma quando Odisseo sarà così lontano dal mare che, al suo passare, la gente scambierà il remo per un ventilabro, allora sarà giunto alla fine delle sue fatiche. Potrà fare sacrifici agli Dèi e tornare in patria. Questo viaggio per terra è una seconda Odissea a cui Omero allude e che con molte probabilità è pure esistita in forma orale e scritta, ma di cui le tracce si sono perdute.

//sabato 27 settembre, ore 18.30 / Villa Arbusto, Lacco Ameno
Maddalena Crippa, Penelope la donna che aspetta (canto XXIII)

In finale, Penelope, figura segreta e onnipresente nel poema, da sempre è la donna che aspetta. Ma qui incontreremo la donna astuta, come astuto è l’uomo al quale si è unita, che sa tenere a bada i proci, promettendo la fine della tela, la madre, preoccupata per il figlio Telemaco partito alla ricerca del padre, la figlia, il cui padre dovrà decidere di lei se non troverà un nuovo sposo. Penelope è il doppio femminile di Odisseo: anche lei, con un’astuzia, sta ritardando il tempo in cui cedere ed andare sposa ad uno dei proci che assediano la sua reggia. E con astuzia non accetterà d’istinto lo sposo che torna dopo dieci anni di guerra e dieci anni di mare, lo metterà alla prova: chiederà alle ancelle di spostare dalla stanza degli sposi il letto, quel letto che proprio Odisseo aveva intagliato in un tronco d’ulivo per radicarlo a terra. Odisseo a quel punto le rivelerà il segreto che il letto custodisce e le darà quindi prova certa di essere lo sposo atteso da vent’anni. Anche Penelope ha vinto la sua lunga guerra, come ancor oggi sono chiamate a combatterne altre le donne che difendono la propria casa, la propria libertà; in guerre spesso che non sono guerre, ma la vita quotidiana.

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Artisti e relatori

Elio Pecora, nato a Sant’Arsenio nel 1936, è autore di poesie, romanzi, saggi critici, testi teatrali, prose e poesie per bambini. Ha curato antologie di poesia italiana e letture pubbliche di poesia. Ha collaborato e collabora a quotidiani, settimanali, riviste, programmi Rai. Dirige la rivista internazionale “Poeti e poesia”. E’ nella giuria dei premi: Sandro Penna- Città della Pieve, Procida-Elsa Morante, Terni-Luciana Notari, Pescara- Nord-Sud, Goliarda Sapienza-Rebibbia. Fra i premi ricevuti: Città di Enna per il romanzo (1981), il Castiglioncello per la biografia (1984), IDI (Istituto del Dramma Italiano) per il teatro (1987); per la poesia: il Premio Internazionale Le Muse (1997), il Premio Venezia (1997), il Premio Dessì (2001), il Premio Penne (2008), il Premio Cesare De Lollis (2008), il Premio Tagliacozzo (2010), il Premio Sant’Elia Fiumerapido (2011); per la traduzione il Premio Lionello Fiumi (2012). Nel 2006 l’Università di Palermo, Facoltà di Scienze della Formazione, lo ha insignito della Laurea ad honorem in Scienze della Comunicazione.

Giorgio Di Costanzo. Nato a Barano d’Ischia nel 1957, si occupa prevalentemente di letteratura contemporanea; ha organizzato, fin dal 1980 letture e performances con Amelia Rosselli, Dacia Maraini, Dario Bellezza, Elio Pecora, Valerio Magrelli, Edith Bruck, Biancamaria Frabotta, Gianni Toti, Andrea Inglese, Francesco Forlani, Francesco Leonetti, Franco Cavallo ecc. Ha pubblicato un’antologia di artisti viaggiatori (1997) con prefazione di Fabrizia Ramondino, lettere di Anna Maria Ortese sul mensile “Lo Straniero” (n. 32, febbraio 2003) e nel volume collettaneo Nessun male può dirsi lontano – Anna Maria Ortese, una scrittrice morale, Empiria 2014. Ha curato un blog “In sonno e in veglia”, dedicato ad Anna Maria Ortese. Ha inoltre intervistato, nel corso di un ciclo di trasmissioni su “radiotreccia” diversi poeti del secondo Novecento: tra cui Maria Luisa Spaziani, Elio Pecora, Margherita Pieracci Harwell, Livia Candiani, Mariella Bettarini, Andrea Cortellessa.

Titta Fiore è responsabile dei settori Cultura e Spettacolo de “Il Mattino”, giornalista cinematografico, inviato sui più importanti festival del mondo, già selezionatore di cinema italiano per rassegne internazionali.

Nino Masiello, giornalista e scrittore di lunghissimo corso, ha avuto grandi maestri: da Gino Palumbo ad Antonio Ghirelli, Lamberto Sechi, Pasquale Nonno, Sergio Zavoli. E, nel teatro, ha militato per un quarto di secolo nella fucina del “Sannazaro” scrivendo per Nino Taranto, Luisa Conte, Ugo d’Alessio, Pietro de Vico e tutti gli altri artefici dello straordinario successo del teatro di via Chiaia. Ha firmato anche molte regie per Mario Merola, Roberto Murolo, Sergio Bruni, Beniamino e Rosalia Maggio. Il suo “Tempo di Maggio, storia del teatro popolare del ’900 a Napoli” è da vent’anni adottato nelle Università nelle facoltà di lettere moderne.

Raffaele Martorelli. Di origine foriana, appassionato cultore della sua storia e delle sue tradizioni, è magistrato, Presidente di sezione del Tribunale di Milano e Presidente di sezione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia. Dopo una esperienza giovanile nel mondo teatrale, ha ripreso qualche hanno fa a recitare: con “La Compagnia della Luna Nuova”, un gruppo amatoriale costituito a Milano con altri colleghi, ha rappresentato opere di Eduardo De Filippo (“Non ti pago”, “Questi Fantasmi” e “Uomo e Galantuomo” nella parte del protagonista). Appassionato di cinema, ha fatto parte del direttivo del “Cinecircolo Santacroce” che, da oltre trenta anni, organizza un cineforum a Milano.

Ermes Ronchi, (Racchiuso di Attimis, 1947) fa parte dell’Ordine dei Servi di Maria. Ordinato sacerdote, si reca a Parigi, dove lavora come insegnante di italiano, di religione e come spazzino. Consegue due dottorati: in Storia delle religioni con specializzazione in Antropologia culturale alla Sorbona e in Scienze Religiose all’Institut catholique de Paris. Nel 1980 torna in Italia, dove è destinato al convento dell’Annunciata di Rovato fino al 1991. Dal 1994 si stabilisce a Milano, presso la Chiesa di San Carlo al Corso, dirigendo il Centro culturale Corsia dei Servi fondato da David Maria Turoldo. È autore di numerosi libri su temi biblici e spirituali; collabora inoltre con diverse testate giornalistiche, tra cui «l’Avvenire». Dal 2009 partecipa al programma “A sua immagine” per Rai 1. Autore di diversi saggi, ciascuno dedicato a un particolare tema: il Padre Nostro (Il canto del pane), la preghiera (Dieci cammelli inginocchiati), la conversione (Divina seduzione), l’amicizia (I baci non dati), la bellezza, (Tu sei bellezza), la vita (Sulla soglia della vita), la speranza (Al mercato della speranza).

Luciano Bertoli. Nato a Brescia, si è formato presso il Drama Studio di Milano e il Conservatorio musicale Venturi di Brescia. La sua educazione musicale lo ha portato ad esibirsi con il Trio di Parma, l’Ensemble La Follia, il Trio Luca Marenzio con L’Histoire du Soldat e la Storia di Babar, il Coenobium Vocale di Vicenza. Fra le recenti produzioni: Valeva la pena? Dialogo probabile tra i magistrati G. Falcone e P. Borsellino (spettacolo adottato dal Centro studi Paolo Borsellino di Palermo e da Libera Vallecamonica); Fedone di Platone; Giobbe; Giona; Naufrago per amore, melologo, testo di Tennyson e musica di R. Strauss. Ha partecipato al Festival Biblico di Vicenza, al Festival-Filosofia di Modena, alla Stagione musicale IUC di Roma, a Musica e Poesia in S. Maurizio della Società del Quartetto di Milano. Collabora stabilmente con i teatri del Canton Ticino e per la Radio Svizzera Italiana.

Moni Ovadia. Nasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia di ebrei sefarditi. Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche, ha dato avvio alla sua carriera d’artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, come BolekPolivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi via via proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un “teatro musicale” assolutamente peculiare, in cui le precedenti esperienze si innestano alla sua vena di straordinario intrattenitore, oratore e umorista. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vasta produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il “vagabondaggio culturale e reale” proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell’immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui si fa memoria per il futuro.

Alessandra Borgia. Nata a Napoli nel 1961, si è formata attraverso laboratori di teatro con Annibale Ruccello dal 1979 al 1982 e nella compagnia di Eduardo de Filippo negli anni dal 1982 al 1985. Nel 1981 e 1982 ha tenuto corsi di Storia del teatro e Drammatizzazione nelle scuole medie dell’hinterland partenopeo, con la direzione di Mico Galdieri. Nel 1988 ha partecipato, presso la scuola di Renato Greco a Roma, allo stage di danza jazz per professionisti tenuto da Matt Mattox. Nel 1990 ha conseguito il diploma del 4°anno di Danza Moderna – Jazz (metodo Mattox), del Dance Studio dell’ Opera di Roma. Ha partecipato nel 2003 ai laboratori di biodanza e performances di teatro danza, della compagnia del Dock 11 di Berlino, allora ospite a Napoli, e nel febbraio 2005 ad un laboratorio con Bruce Myers presente a Napoli con TiernoBokar diretto da Peter Brooke. Nel 2011 partecipa ad un laboratorio con Antonio Latella al Teatro Mercadante sulla sceneggiata “Lacreme Napulitane” da cui sarà tratto lo spettacolo “C’è del pianto in queste lacrime” con la regia di A. Latella per il Napoli Teatro Festival 2012 in scena al Teatro San Ferdinando.

Fulvio Calise «Sono un chirurgo – dice Calise – nato nel cuore di Napoli, che ha operato e continua ad operare in una città che, nonostante tutte le difficoltà, continuo ad amare nel profondo. Quarant’anni di chirurgia, dal pronto soccorso al trapianto di fegato: questo lavoro mi ha portato, costantemente, ad una riflessione sul valore della vita e sul significato che ognuno di noi le attribuisce nella consuetudine continua con i miei pazienti ed il loro dolore. Dunque non sono un attore come non lo era Franco Autiero, purtroppo scomparso: autore, regista ed interprete di questo delizioso divertissement geografico. Però il teatro è stato sempre una delle passioni della mia vita: ed allora, negli anni, una sceneggiatura per Museum da Sandor Marai, La donna giusta, una rappresentazione a quattro mani con Renato Carpentieri, sceneggiature diverse a favore della donazione degli organi. Ma mai sul palcoscenico. Ho però capito, provando e riprovando, che si può essere diversi e diversamente convincenti anche nella vita reale misurandosi con se stessi, con la propria capacità espressiva, con le potenzialità della propria voce. Cose cui non avevo mai pensato prima».

Giovanna Marini. Nata a Roma da una famiglia di musicisti, nel 1959 si diploma in chitarra classica presso il conservatorio di Santa Cecilia, perfezionando gli studi e la pratica con Andrés Segovia. Contemporaneamente si dedica allo studio ed alla pratica di strumenti a corda antichi, fra cui il liuto. All’inizio degli anni ‘60 inizia a collaborare con intellettuali e studiosi della tradizione popolare italiana, letteraria e musicale, quali Pasolini, Calvino, Leydi, Bosio, Carpitella e Portelli. È la scoperta del canto sociale, o di quella che, con una definizione risalente probabilmente a Giovanna Marini stessa, si comincia a definire come storia orale cantata. Gira la penisola da cima a fondo, raccogliendo una massa sterminata di canti popolari in lingua e nei vari dialetti e lingue regionali. È il nucleo fondante del Nuovo Canzoniere Italiano, con il quale si esibisce assieme ai gruppi formati dai maggiori cantautori italiani della cosiddetta Nuova canzone politica. L’enorme quantità di canti popolari da lei scoperti e catalogati confluisce nel patrimonio dell’Istituto Ernesto De Martino. Inizia anche a comporre lunghe ballate (più propriamente delle cantate) nelle quali racconta la sua esperienza e che interpreta da sola in scena accompagnandosi esclusivamente con la chitarra. Nel 1975 fonda la Scuola Popolare di Musica di Testaccio a Roma. Dal 1991 al 2000 è titolare della cattedra di etnomusicologia presso l’Università di Paris VIII-Saint Denis. Nel 1976 fonda il Quartetto Vocale per il quale scrive le cantate Correvano coi carri (1977) sino ad arrivare a Sibemolle e alla Cantata del Secolo Breve, presentata al Théâtre de Vidy, a Losanna, nel 2001. Nel 2002, con De Gregori, incide l’album Il fischio del vapore, che ottiene un successo di vendite senza precedenti facendo, dopo quarant’anni, conoscere il suo nome anche al grande pubblico. Nel 2012 la Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta Spesso il male di vivere ho incontrato – Montale e Leopardi in musica. Ha scritto anche molta musica per teatro e per il cinema.

Umberto Orsini. Nato a Novara nel 1934, ottiene i primi successi in teatro con la Compagnia dei Giovani, recitando poi con la compagnia Morelli-Stoppa, con Enrico Maria Salerno e Sarah Ferrati e con Gabriele Lavia per la compagnia del Teatro Eliseo, di cui dal 1980 al 1997 è direttore artistico. Debutta nel cinema con Federico Fellini (La dolce vita, 1959), e si afferma con Luchino Visconti per La caduta degli Dei, e nel 1972 in Ludwig. Lavora successivamente con Magni (La Tosca, 1973), Vancini (Il delitto Matteotti, 1973), Cavani (Al di là del bene e del male, 1977), Giordana (Pasolini, un delitto italiano, 1995), Rubini (Il viaggio della sposa, 1997), Chiesa (Il partigiano Johnny, 2000). L’esordio televisivo avviene nel 1960, ma il successo maggiore arriva nel 1969 con I fratelli Karamazov nella regia di Sandro Bolchi, in cui interpreta il personaggio di Ivan. Nel 1979 è Robert Usher nei Racconti fantastici di Edgar Allan Poe, nel 1984 è protagonista di Notti e nebbie di Giordana. Dagli anni ’90 riprendono i grandi ruoli a teatro: Affabulazione di Pasolini, regia di Ronconi (1993); Un marito di Svevo, regia di Patroni Griffi (1994); Il padre di Strindberg, regia di Castri (2005); Il nipote di Wittgenstein di Bernhard (2007); Il giuoco delle parti, regia di Valerio (2014).

David Riondino Nato a Firenze nel 1952 ha lavorato per dieci anni alla Biblioteca Nazionale. Esordisce nell’ambiente musicale fiorentino negli anni ‘70, e nel 1979 pubblica il primo album, David Riondino. Tra il dicembre 1978 e il gennaio 1979 apre i concerti nella tournée di Fabrizio De André con la Premiata Forneria Marconi. L’anno successivo esce il secondo disco Boulevard. Oltre al talento musicale, rivela notevoli doti di affabulatore e improvvisatore, tanto che poco più che ventenne è tra i fondatori, con la sorella Chiara, del Collettivo Victor Jara, eclettica cooperativa di teatro-musica-animazione. Come verseggiatore satirico collabora con numerose riviste storiche di satira e controcultura, più o meno goliardiche: «Tango», «Il Male», «Cuore», «Comix», «Boxer» ed interviene sul quotidiano «Il manifesto». Negli anni ’80 partecipa come attore a diversi film tra cui: Maledetti vi amerò, di Marco Tullio Giordana e Kamikazen – Ultima notte a Milano di Gabriele Salvatores. Nel 1997 fonda con Sabina Guzzanti, Antonio Catania e Lelia Serra la Giano s.r.l., società di produzione e inizia il sodalizio con Dario Vergassola, con cui porterà in tutta Italia I cavalieri del Tornio – Recital per due e poi Todos Caballeros, gioco intorno al Don Chisciotte della Mancia di Cervantes. La sua attività a teatro come al cinema e in televisione integra generi e forme di espressione, dalla poesia alla satira, dalla musica alla letteratura, alle arti visive e tradizionali, in un linguaggio che chiama “la perfetta commistione tra musica, scrittura e disegno”.

Maddalena Crippa Nata a Carate Brianza si avvicina giovanissima al teatro e la sua formazione artistica è avvenuta presso il Piccolo Teatro di Milano, sotto la guida di Giorgio Strehler; la prima prova importante Il campiello di Carlo Goldoni, regia di Strehler, il 30 maggio 1975 (nel 2006 tornerà al Piccolo Teatro di Milano interpretando Madre coraggio di Bertold Brecht con la regia di Robert Carsen). In seguito la sua vita e la sua carriera si sono svolte attraverso lo stretto legame personale e artistico con il regista tedesco Peter Stein. Attenta interprete di ruoli femminili tragici e classici, ha condotto un lungo studio personale sull’emissione vocale per perfezionare la dizione ed il canto come mezzi espressivi. Dal 21 febbraio 2012 riporta in scena lo spettacolo E pensare che c’era il pensiero di Giorgio Gaber. Nel settembre 2013, presso la Sala Umberto di Roma, un suo spettacolo straordinario – ITALIA MIA ITALIA – conquista il pubblico con la sua voce ed il contenuto della sua opera.


Le strade del bene comune
Antica Libreria Mattera, Forio

//sabato 27 settembre, ore 20.30
Il governo delle regioni fra crisi e riforme. Le attese deluse, la sfiducia crescente, la domanda dei cittadini di una nuova classe dirigente per l’Italia che cambia

Introduce Franco Iacono
Coordina Mauro Calise, editorialista de «Il Mattino»
Ne parlano
Sergio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte e Presidente della Conferenza Stato-Regioni
Stefano Caldoro, Presidente della Regione Campania e Vice Presidente della Conferenza Stato-Regioni
Marcello Pittella, Presidente della Regione Basilicata

Viviamo un momento, lungo, di grande crisi anche della credibilità delle Regioni che il Costituente volle organo di governo fondamentale nella definizione dell’intero impianto della Repubblica, che andava a costruirsi dopo la caduta del Fascismo e la devastante Seconda Guerra Mondiale. Gli episodi che hanno caratterizzato la vita delle Regioni di quest’ultimo quinquennio, di cui a numerosi procedimenti fino allo scioglimento di alcune Regioni, e la imminente scadenza elettorale, che riguarda la gran parte delle Regioni italiane, imponeva una riflessione, con l’obiettivo di recuperare credibilità ed efficienza anche alla luce dell’impianto riformatore in corsa, che ne ridefinisce ambiti e poteri. Il Contastorie ha voluto avviare, anche per contribuire a rispondere allo smarrimento diffuso della gente, questa riflessione al miglior livello di rappresentanza.

//sabato 18 ottobre, ore 19.00
Riccardo Lombardi a trent’anni dalla morte: l’impegno civile e politico di uno storico leader della Sinistra italiana ed europea

Ne parlano
Fausto Bertinotti, Luigi Covatta, Gianni Cervetti, Giulio Di Donato, Franco Iacono 
La coppa di Nestore e un’isola antica
Villa Arbusto/Villa Gingerò, Lacco Ameno
A cura di Costanza Gialanella e Laura Novati

In collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e con il Dipartimento di civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa

Il ciclo di conferenze è dedicato alla memoria del Professor Giovanni Castagna, vera “anima” del Museo Archeologico di Pithecusae – Villa Arbusto

Il ciclo di conferenze che si intitola alla Coppa di Nestore, è stato un punto di partenza de Il Contastorie tre anni fa: rivendicare la storia antica di Ischia, sottrarla all’immagine consolidata dal solo turismo termale e balneare, rivederla nella sua vicenda millenaria che incrocia le rotte del commercio mediterraneo, ne fa un punto focale dentro la storia economica e culturale del golfo di Napoli e dei suoi approdi. Ben pochi turisti varcano la soglia del Museo di Villa Arbusto (ma forse nemmeno troppi isolani) o conoscono e riconoscono i suoi tesori. Se per un pubblico più attento la coppa di Nestore è ormai simbolo accreditato di una civiltà ricca e fiorente, altro resta da scoprire e da sapere. L’archeologia deve ancora rivelare molto dell’antica Pithecusa piuttosto che di Aenaria, la terra e il mare nascondono tuttora indizi preziosi della vita di epoche lontane. In cui l’isola vive della stessa vivacità di interessi e scambi che magari sono gli stessi che animano le vie, i mercati, le osterie di Pompei. Affreschi di vita che conservano la loro bellezza e la loro capacità di racconto, che da una parte all’altra del golfo ridanno i modi e i gesti non consumati dal tempo o dalla cenere.

//lunedì 22 settembre, ore 10.30
Costanza Gialanella, Gli scavi di Ischia e il Museo di Villa Arbusto

//martedì 23 settembre, ore 10.30
Antonio Calabrò, Le cauponae di Pompei: andare e stare all’osteria

//mercoledì 24 settembre, ore 10.30
Riccardo Olivito, Giorni di mercato a Pompei

//giovedì 25 settembre, ore 10.30
Alessandra Benini, C’era una volta Aenaria. Contributi dell’archeologia subacquea
Seguirà una visita agli scavi realizzati nella Baia di Cartaromana.

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Relatori

Costanza Gialanella Direttore archeologo presso la Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, è responsabile degli Uffici di Pozzuoli (competente anche su Quarto, Procida e Vivara) e Ischia. Ha curato il progetto dell’esposizione del Museo di Villa Arbusto anche attraverso la personale sistemazione dei circa mille reperti esposti. Allieva di Giorgio Buchner, ha condotto la campagna di scavi a Punta Chiarito, a cui è dedicata una delle due sale riservate a Pithecusa presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Antonio Calabrò Nato a Messina, è attualmente Ricercatore presso l’Istituto di Archeologia Classica della Karl-Franzens-Universität di Graz (Austria); nel 2010-Luglio 2011 è stato borsista presso la Eberhard Karls Universität di Tübingen. Fra le esperienze ed attività archeologiche: attività di scavo e rilievo delle strutture della necropoli sud di Hierapolisdi Frigia,2006-2007; campagna di scavo archeologico presso il Palazzo imperiale di Ostia Antica, American Academy in Rome , 2008-2011; campagna di scavo archeologico presso la Porta Est di Side (Turchia), Istituto di Archeologia classica della Università di Graz, 2014; fra le pubblicazioni: Pompejanische Gaststätten: Gestaltung, Rolle und räumliche Integration in der antiken Stadt, in “Forum Archaeologiae” 70/III/2014;Funerary Architecture at Hierapolis in Phrygia: the South-western Necropolis, in SOMA 2012; Pompeian Cauponae in their Spatial Context: Interaction between Bars and Houses in A. Anguissola (a cura di) “Privata Luxuria. Towards an Archaeology of Intimacy: Pompeii and Beyond”, Münchner Studien zur Alten Welt, München 2012. Challenging local traditions: The south-western necropolis at Hierapolis in Phrygia, in “Proceedings of London 7th International Congress on the Archaeology of the Ancient Near East”, Wiesbaden 2012.

Riccardo Olivito Ha conseguito il perfezionamento (PhD) in Discipline Storico-Artistiche ed Archeologiche presso la Scuola Normale Superiore (SNS). È attualmente titolare di un assegno di ricerca presso il Laboratorio di Scienze dell’Antichità della SNS, con cui collabora da diversi anni alle ricerche nell’agora ellenistico-romana di Segesta (TP) e nel santuario greco di Punta Stilo a Kaulonia (RC). I suoi interessi scientifici riguardano gli spazi pubblici nel mondo greco e romano, con particolare attenzione alle funzioni socio-politiche ed economico-commerciali. Oltre a numerose pubblicazioni in sedi nazionali e internazionali, ha recentemente pubblicato il volume Il Foro nell’atrio. Immagini di architetture, scene di vita e di mercato nel fregio dai Praedia di Iulia Felix (Pompei, II, 4,3), Edipuglia 2013. Più di recente, ha ampliato le sue ricerche anche al campo della Virtual and Cyber Archaeology, avviando una serie di ricerche e sperimentazioni sui siti di Segesta e Kaulonia, anche grazie alla collaborazione con il Dreams Lab della Scuola Normale Superiore di Pisa e con il Laboratorio LADIRE del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa.

Alessandra Benini si è specializzata nel 1982 in ricerche archeologiche subacquee e svolge attività di collaborazione sul campo e di studio presso varie Soprintendenze Archeologiche (per Etruria Meridionale, per Napoli e Caserta, per Salerno Avellino e Benevento, per la Basilicata, di Caltanissetta). Gli interventi effettuati riguardano i siti sommersi di Miseno, Baia, Bacoli, Pozzuoli, Ischia, Torregaveta, Napoli, Sorrento e Maratea, S. Marco di Castellabate, Sapri, Fuenti; i relitti di Montalto di Castro, di Bolsena, di Punta Licosa, di Gela I e di Gela II. Collabora inoltre con l’Università degli Studi della Tuscia e di Catania, con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e con la Stazione Zoologica A. Dorhn. Dal 2010 insegna Archeologia Subacquea presso l’Università della Calabria.

Il futuro dell’Eurozona
Liceo Statale “Ischia”
A cura di Laura Novati

È sempre più frequente imbattersi in anglicismi, in un gergo cosiddetto tecnico che scoraggia anche le persone di buona volontà che vogliano capire meglio cosa sta succedendo, cosa ci sta succedendo, dentro l’Eurozona. Dopo un decennio di moneta unica, mentre si sta ancora attraversando una crisi che ci è stata esportata e regalata dal fallimento di famose banche d’affari statunitensi, mentre si vive la crisi di un Paese che non ha fatto fronte alle radicali trasformazioni “globali” in corso, in che modo possiamo difenderci o, meglio, concretamente sapere quali sono le strade più corrette da percorrere, quali sono gli equivoci da abbattere, sostenuti magari da chi desidera confondere il liberismo economico più sfrenato con l’inversamente proporzionale indebolimento della democrazia. Quali sono davvero le “buone pratiche”, quali sono le strategie di affermazione di una politica del bene comune, che non dimentichi del tutto le ragioni necessarie della solidarietà. Per giustificare la nostra stessa multipla appartenenza di cittadini italiani, europei, del mondo.

//venerdì 26 settembre, ore 9.30
Manuela D’Onofrio, Fiscal compact, regole di bilancio e disoccupazione: come può crescere l’Europa

//sabato 27 settembre, ore 9.30
Emiliano Brancaccio, Ce la raccontano giusta? Critica dei luoghi comuni sulla crisi

//lunedì 29 settembre, ore 9.30
Guido Viale, Ripensare un’Europa migliore

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Relatori

Manuela D’Onofrio Laureata in matematica presso l’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito un Master of Science presso la New York University. Ha iniziato il suo percorso professionale in ambito finanziario nel 1989 presso la Chase Manhattan Bank di New York, come specialista di strumenti derivati. Nel 1991 è rientrata a Milano con la JP Morgan, dove è rimasta per otto anni, e dal 1999 al 2003 ha lavorato presso la Banca Popolare di Milano. È entrata a far parte del gruppo Unicredit nel 2003, come Direttore Investimenti di Unicredit Private Banking e in tale ruolo ha creato un team di specialisti d’investimento che giornalmente analizzano i mercati obbligazionari ed azionari globali, al fine di individuare le soluzioni d’investimento più adeguate. Nel 2009 ha assunto la responsabilità della Direzione Investimenti della Divisione Private Banking di Unicredit, ampliando così il perimetro delle proprie responsabilità alla gestione dei patrimoni privati di clienti della Germania, Austria e dei paesi del Centro ed Est Europa, con responsabilità di coordinamento dei team di specialisti basati a Milano, Monaco e Vienna. Nel gennaio del 2013, D’Onofrio è stata nominata Responsabile della Direzione Investimenti del gruppo Unicredit e presidente del comitato investimenti della Banca.

Emiliano Brancaccio Nato a Napoli nel 1971, laureato in scienze politiche, nel 1999 consegue il Master in Economics del CORIPE Piemonte. Nello stesso anno vince la borsa di studio BNL Guido Carli e tra il 1999 e il 2000 trascorre un periodo di formazione presso la SOAS-School of Oriental and African Studies dell’Università di Londra. Attualmente è ricercatore confermato in Economia politica e professore aggregato di Fondamenti di Economia politica e di Economia del lavoro presso la Facoltà di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università del Sannio, a Benevento. Ha pubblicato articoli su varie riviste nazionali e internazionali tra le quali: «Cambridge Journal of Economics», «Review of Political Economy», «History of EconomicIdeas», «European Journal of Economic and Social Systems», «International Journal of Political Economy», «Rivista di Politica Economica», «Studi economici». Nel 2010 ha organizzato il convegno “La crisi globale. Contributi alla critica della teoria e della politica economica” (Siena, 26 e 27 gennaio 2010) da cui è uscito il volume The Global economic crisis. New Perspectives on the critique of economic theory and policy. Nel 2006 è stato tra i promotori dell’appello di 100 economisti italiani contro l’abbattimento del debito pubblico e a favore della sua stabilizzazione e tra i promotori di due documenti contro le politiche restrittive adottate in Europa, sottoscritti da numerosi esponenti della comunità accademica internazionale: la Lettera degli economisti («Il Sole 24 Ore», 10 giugno 2010) e The Economists Warning («Financial Times», 23 settembre 2013). È autore del libro L’austerità è di destra. E sta distruggendo l’Europa (con M. Passarella), Il Saggiatore, Milano 2012.

Guido Viale Nato a Tokyo nel 1943, è stato un leader della protesta studentesca nel ‘68 a Torino e in seguito dirigente di Lotta Continua. Negli anni della sua militanza politica subì anche un arresto (28 gennaio 1973).Si è laureato nel 1978 in sociologia industriale presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Torino. Vive a Milano e si occupa di ricerche economiche, sociali e di politiche attive del lavoro in campo ambientale. Fa parte del Comitato tecnico-scientifico dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (Anpa). Da anni, in qualità di esperto, interviene sulle principali testate nazionali per parlare di ambiente, economia e modello di sviluppo. Collabora con i quotidiani «La Repubblica» e il «Manifesto». Fra le sue opere: Il sessantotto. Tra rivoluzione e restaurazione, Mazzotta, Milano 1978.Un mondo usa e getta. La civiltà dei rifiuti e i rifiuti della civiltà, Feltrinelli, Milano 1994. Tutti in taxi. Demonologia dell’automobile, Feltrinelli, Milano 1996. Governare i rifiuti. Difesa dell’ambiente, creazione d’impresa, qualificazione del lavoro, sviluppo sostenibile, cultura materiale e identità sociale dal mondo dei rifiuti, Bollati Boringhieri, Torino 1999. La parola ai rifiuti. Letture sull’aldilà delle merci, Edicom, Milano 2007. La civiltà del riuso. Riparare, riutilizzare, ridurre, Laterza, Roma-Bari, 2010. Virtù che cambiano il mondo. Partecipazione e conflitto per i beni comuni, Feltrinelli, Milano 2013.  
Appuntamenti con la scienza
Villa Arbusto/Villa Gingerò, Lacco Ameno
A cura di Pietro Greco

//giovedì 25 settembre, ore 18.30
Guglielmo Tamburrini, Norbert Wiener e la cibernetica: verso un nuovo umanesimo tecnologico per il XXI secolo (a 50 anni dalla morte)

//lunedì 29 settembre, ore 18.30
Pietro Greco, Galileo Galilei, ultimo intellettuale del Rinascimento e primo dell’età moderna (in occasione dei 450 anni dalla nascita)

//martedì 30 settembre, ore 18.30
Giuseppe Luongo, Giuseppe Mercalli una vita per la geofisica (nel centenario della morte)

//mercoledì 1 ottobre, ore 18.30
Elena Cubellis, L’eruzione del Vesuvio del marzo 1944: la narrazione scientifica, letteraria e popolare

//giovedì 2 ottobre, ore 18.30
Maria Cristina Gambi, Anton Dohrn e la biologia marina nel golfo di Napoli

MOSTRA: dal 25 settembre al 1 ottobre, Villa Gingerò, presso Villa Arbusto, ospiterà la Mostra “I luoghi di Mercalli”, curata dall’Osservatorio Vesuviano.

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Relatori

Guglielmo Tamburrini è professore di filosofia della scienza e della tecnologia presso l’Università di Napoli Federico II (Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell’Informazione – DIETI). I suoi interessi di ricerca comprendono la filosofia dell’informatica e della robotica, con particolare attenzione per le implicazioni etiche e sociali di queste tecnologie innovative.

Pietro Greco Nato a Ischia, giornalista scientifico e scrittore, laureato in chimica, è socio fondatore della Fondazione IDIS-Città della Scienza di Napoli. È condirettore del web journal «Scienzainrete» edito dal Gruppo 2003 e conduttore di Radio3 Scienza. È cofondatore ed è stato a lungo vicedirettore e condirettore del Master in comunicazione della scienza presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste. Fra le pubblicazioni: con Settimo Termini, Contro il declino, Codice, 2007; con Vittorio Silvestrini, La risorsa infinita, Editori Riuniti, Roma 2009; con Bruno Arpaia, La cultura si mangia!, Guanda, Milano 2013. Nel 2004 ha vinto il Premio Serono per la saggistica scientifica per il libro Figli del genoma, nel 2011 ha vinto il Premio Frontino-Montefeltro sezione “Cultura e Scienza” per il libro L’astro narrante. La Luna nella scienza e nella letteratura italiane. Nel 2012 ha vinto il Premio Fermi di Cecina per il libro I nipoti di Galileo. Di recente è uscito Galileo l’artista toscano nella collana i blu di Springer Verlag.

Giuseppe Luongo. Laureato in Scienze Geologiche a Napoli nel 1968, nel 1971 consegue la Libera Docenza in Fisica Terrestre. Nel 1980 è chiamato dalla Facoltà di Scienze dell’ Università di Napoli a ricoprire la cattedra di Fisica del Vulcanismo. Nel 1981 è nominato vicepresidente del Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti, istituito presso il CNR. Nel 1982 è nominato componente del Comitato Scientifico del “Centro di Geomorfologia Integrata per l’area del Mediterraneo” con sede a Potenza, sorto con il patrocinio dell’UNESCO. Nel 1983 è nominato Direttore dell’Osservatorio Vesuviano e componente del Consiglio Scientifico del Gruppo Nazionale di Geofisica della Terra Solida (GNGTS) e Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Internazionale di Vulcanologia del CNR. Nel 1992 è eletto al Senato della Repubblica e nominato Presidente del Consiglio Scientifico dell’Istituto Internazionale di Vulcanologia del CNR. Dal1998 al 2000 è componente del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale del Vesuvio e sino al 2003 Direttore del Dipartimento di Geofisica e Vulcanologia dell’Università di Napoli Federico II.

Elena Cubellis. Laureata in Scienze Geologiche e Dottore di Ricerca in Fisica Terrestre presso l’Università di Napoli “Federico II”, è Ricercatore Geofisico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Sezione di Napoli – Osservatorio Vesuviano. Svolge attività di ricerca nei settori della modellazione dei processi dinamici e della sismicità storica e attuale in aree vulcaniche e sismogenetiche dell’Italia Meridionale, finalizzata all’analisi della pericolosità e dei processi di liberazione e propagazione dell’energia sismica. E’ autrice di numerose pubblicazioni e alcuni testi.

Maria Cristina Gambi, toscana di nascita e studi, e partenopea di adozione, è ricercatrice presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli dal 1983, operando in particolare nel team di ricerca di ecologia del benthos presso Villa Dohrn ad Ischia. Si occupa di ecologia dei sistemi costieri vegetati, coste rocciose e praterie di fanerogame, con particolare interesse per i vermi policheti. Nell’ambito di questi sistemi ed organismi sta lavorando da oltre 10 anni agli effetti dei cambiamenti climatici globali a mare (riscaldamento ed acidificazione delle acque) ed alla presenza di specie aliene.

I luoghi raccontano
escursioni a cura di Francesco Mattera in collaborazione con il CAI di Ischia

//venerdì 19 settembre, ore 9.30
Raduno presso il Maneggio dei Cavalli a Fiaiano – Barano d’Ischia

Tra sorgenti e vulcani
Dal maneggio dei cavalli a Fiaiano si risale verso il vallone di Buceto, dove è presente l’omonima fonte. Ci si immette quindi in un bosco di castagni alle falde del Monte Trippodi, fino ad arrivare a Piano San Paolo, vecchia spiaggia fossile, testimonianza del passato sommerso di una parte dell’isola. Abbandonando il bosco e cominciando la discesa, il paesaggio si apre, offrendo uno scorcio completo del golfo di Napoli, con le isole flegree, i Campi flegrei, il Vesuvio ed i Monti Lattari. È il sentiero di Buttavento, sulla Costa Sparaina, che sorge su un duomo vulcanico, che conduce a Candiano prima, ed a Buonopane poi, dove è presente il termale di Nitrodi.
Durata: 4 ore / Sviluppo del percorso: 6 km

//mercoledì 24 settembre, ore 9.30
Raduno presso piazzale antistante il Ristorante “Il Bracconiere” – Serrara Fontana

Seguendo le “case di pietra”
La natura vulcanica e sismica dell’isola d’Ischia ha condizionato nei secoli le vicende delle popolazioni locali, costringendole a continui adattamenti al territorio. Questo ha fatto sì che si sviluppasse una straordinaria testimonianza di architettura rupestre, dovuta alla lunga opera di trasformazione dei massi di tufo verde franati dal Monte Epomeo. Tale complesso è noto con il nome di “case di pietra”.
Durata: 4 ore / Sviluppo del percorso: 7 km

//domenica 28 settembre, ore 9.30
Raduno presso la Piazza di Campagnano – Ischia

Tra cielo e mare
Siamo nella parte sud orientale dell’isola, la più antica da un punto da vista geologico, dove costeggiando la baia di Cartaromana, (dove è sepolta la vecchia Ischia romana “Aenaria”) si possono godere vedute mozzafiato del golfo di Napoli, campagne coltivate a viti ed alberi da frutta, strapiombi che danno sul mare aperto (la “sgarrupata” di Barano) e che lasciano spazio alla mente ed all’anima di riequilibrarsi con il corpo. E’ un percorso di circa tre ore di media difficoltà adatto a chi ama la natura ed il trekking. Si completa il giro con il rientro a Campagnano.
Durata: 4 ore / Sviluppo del percorso: 6 km

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Francesco Mattera, nato a Lacco Ameno nel 1979, è Dottore in Scienze Ambientali, docente abilitato di scienze naturali, GAE (Guida Ambientale escursionistica), ASE (Accompagnatore Sezionale di Escursionismo) e reggente della sottosezione CAI (Club Alpino Italiano) di Ischia. Collabora, inoltre, con istituti scolastici di ogni ordine e grado nella strutturazione e realizzazione di percorsi e laboratori didattici naturalistici e di educazione ambientale.
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Per informazioni e prenotazioni +39 3297448752
Le prenotazioni si accettano sino alle ore 15.00 del giorno precedente l’escursione. La partecipazione è gratuita e la prenotazione obbligatoria.
Su www.ilcontastorie.com sono disponibili le schede tecniche di dettaglio dei percorsi proposti. 
Bambini all’opera
Chiostro Francescano, Forio
A cura di Francesca Iacono

//sabato 20 settembre, ore 16.30
//domenica 21 settembre, ore 16.30
L’elfo del mare
Laboratorio creativo per bambini dai 3 a 12 anni.
A cura di Santa Rossi

“E non dirmi che non sai dipingere …l’elfo del mare ti guiderà”. Un percorso di crescita che stimola i bambini, quasi senza soste, attraverso il reale coinvolgimento e con la possibilità di esprimere la loro creatività, realizzando opere di gruppo ed individuali con tecniche e materiali misti tra cui il “puntinato”. Attraverso il confronto, la condivisione, e dando libero sfogo al proprio istinto artistico….l’elfo del mare avrà una nuova incredibile casa.

//sabato 27 settembre, ore 16.30
//domenica 28 settembre, ore 16.30
Taglio e cucio una storia
Laboratorio ludico-creativo per bambini dai 6 agli 11 anni.
A cura di Francesca Novati e Bàste s.r.l.s.

Il laboratorio trasformerà i partecipanti nei personaggi descritti da Emilio Salgari nel suo le Meraviglie del 2000: scopriremo insieme quale personaggio ci appassiona di più e cosa ci serve per impersonarlo. Con stoffe, gomitoli, bottoni, conchiglie e gommapiuma realizzeremo i trucchi e le invenzioni per diventare viaggiatori su navi volanti, condottieri di battelli-tramvai e addestratori di condor meccanici.

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Santa Rossi, denominata “l’artista del sociale” attraverso l’associazione “Indiani d’occidenteonlus”, di cui è fondatrice e presidente, è impegnata nella battaglia contro il commercio di organi e la tratta degli esseri umani in Europa detenuto dalla criminalità organizzata italiana.

Francesca Novati ha conseguito la laurea triennale presso la Facoltà di Architettura di Firenze con un indirizzo in progettazione di prodotti dello spettacolo. Si è applicata fin da principio alla progettazione e confezione di costumi attraverso lo studio dell’iconografia teatrale. Dopo essersi laureata con una tesi sul teatro delle ombre, analizzato soprattutto attraverso la vita e la carriera dell’artista anglo-russa Irina Hale (con la quale ha realizzato laboratori di teatro d’ombra per diversi orfanotrofi in Pakistan), prosegue gli studi presso la Facoltà di Arti e Design di Venezia con una specializzazione in Scienze e tecniche del teatro. Nel febbraio 2013 dà vita con Gianluca Carrozza alla Bàste srls.

Bàste s.r.l.s. è una sartoria artigianale che utilizza stoffe e fili in ogni modo e in ogni direzione: dai costumi di scena a micro collezioni di abiti, dall’abbigliamento promozionale ai laboratori creativi.


Location

Antica Libreria Mattera
Via Marina, 11 – 80075 Forio (NA)

Chiostro Francescano di Forio
Piazza Municipio – 80075 Forio (NA)

Torrione
Via Torrione – 80075 Forio (NA)

Palazzo Reale
Piazza Antica Reggia – 80077 Ischia (NA)

Liceo Statale “Ischia”
Via Delle Ginestre, 39 – 80077 Ischia (NA)

Villa Arbusto
C.so Angelo Rizzoli, 224 – 80076 Lacco Ameno (NA)
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Informazioni

info
www.ilcontastorie.com
info@ilcontastorie.com

Il Contastorie è organizzato da
Associazione Terra
Presidente Valerio Iacono
Presidente Onorario Franco Iacono

Direzione e progetto
Laura Novati

Progetto grafico
Vito Della Speranza – Ciro Esposito

Segreteria organizzativa
Alessandra Trani
+39 3669921531

Organizzazione escursioni
Francesco Mattera
+39 3297448752

Con il patrocinio di
Comune di Forio
Comune di Lacco Ameno
Comune di Serrara Fontana

Si ringraziano per la collaborazione
Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
Museo archeologico di Pithecusae – Villa Arbusto
Dipartimento di civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa
Liceo Statale “Ischia”
Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “C. Mennella”
Istituto Professionale di Stato “V. Telese”
Colonnello Davide Fanelli – Direttore dello “Stabilimento balneo termale militare di Ischia”
Imperatore Travel
Alilauro S.p.a.

Con il sostegno della Regione Campania e della Camera di Commercio di Napoli, che ringrazio, continua il sogno de “Il Contastorie”! Il sogno di una “impresa” culturale, costruita insieme a Laura Novati, che ne è la responsabile artistica, che ha l’ambizione di avviare sull’Isola d’Ischia una corrente di “turismo culturale” che ne modifichi anche l’offerta, ora tutta protesa su di un versante prevalentemente commerciale in una feroce competizione con altre località turistiche. Ma il sogno è anche, e forse soprattutto, l’altro: contribuire a “migliorare” il nostro modo di pensare, spesso troppo preso da una logica “mercantile”, per aiutarlo a fare della Bellezza uno dei Valori da perseguire più intensamente. Ecco, ed il programma di questo anno è particolarmente “vocato” in questo senso, costruire Bellezza, alimentare Valori Alti è l’obiettivo che perseguiamo con forza. Certo, se ci guardiamo intorno, anche relativamente alla cura ed alla salvaguardia del nostro straordinario territorio, osserviamo troppe indifferenze e molte rassegnazioni. Epperò ci incoraggia l’entusiasmo di tanti, di quelli che non vogliono rassegnarsi al degrado di ogni tipo ed aspettano questo appuntamento, che è entrato nel loro “calendario”: si informano e ci domandano se anche questo anno “Il Contastorie” farà sentire la sua… voce. Fra mille difficoltà, ma con rinnovato impegno di tutti quanti lavorano a questo appuntamento, ci siamo anche questo anno e saremo felici di condividere con tanti questo bellissimo percorso che abbiamo voluto costruire. Senza le trombe chiassose dello star system, del fragore del nome da gossip, con la forza delle Idee e della Qualità! Quest’anno sarà così in luoghi, anche “nuovi”. Una prossima edizione è nelle mani di quei responsabili istituzionali, che amano la Cultura e vorranno confermare “Il Contastorie” quale “costruttore ostinato” di Bellezza. Ci accompagna in questa fatica lo spirito indomito di Eduardo De Filippo.

Franco Iacono
Presidente Onorario dell’Associazione Terra

Sono ben lieta che la vita de “Il Contastorie” continui feconda. La Regione Campania lo sostiene, con l’auspicio che possa confermarsi anche negli anni futuri, aggiungendosi ad altre iniziative, Ravello ne è il prototipo, che ormai arricchiscono in maniera stabile il panorama culturale della nostra regione. So bene come la cultura sia uno degli elementi più probanti per arricchire anche l’offerta turistica e determinare un vero e proprio filone di turismo culturale. Un discorso di questo genere è tanto più appropriato se riferito ad una realtà come l’Isola di Ischia, già “approdo” dei grandi della Cultura Universale, che unisce la ricchezza della sua storia alla bellezza del suo territorio.
Il programma di questo anno, coerente con il suo indirizzo originario, si fregia di personaggi ed autori raffinati, oltre che famosi, che sicuramente renderanno interessanti e gradevoli queste serate di fine settembre. Non manca l’appuntamento con il Trentennale della morte di Eduardo De Filippo, che sarà celebrato in maniera davvero originale. Mi piace, altresì, menzionare due filoni, che mi sono particolarmente a cuore, perché riguardano l’acculturamento delle giovani generazioni: “Il futuro dell’Eurozona” e “La Coppa di Nestore”, che questo anno si arricchisce di nuove conoscenze da trasmettere. In questo senso plaudo alle Scuole, ai loro Dirigenti ed ai loro docenti, che accompagneranno queste iniziative, sensibilizzando opportunamente gli studenti che vi parteciperanno. Altro momento che sono lieta di menzionare è il filone “Appuntamenti con la scienza” in collaborazione con il Circolo Culturale G. Sadoul / Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.
In definitiva: un “concerto” di iniziative, tese al sapere ed all’arricchimento dell’Anima. In questo momento particolarmente difficile per la nostra terra è fondamentale coltivare valori per alimentare nuova speranza per un futuro migliore.

Caterina Miraglia
Assessore alla Cultura della Regione Campania

Un progetto di rilancio culturale e artistico dell’isola d’Ischia attraverso un festival, Il Contastorie, evento a più voci voluto e sostenuto sin dalla prima edizione dall’ente camerale partenopeo, che si presenta anche quest’anno quale ribalta attesa dagli ospiti nazionali ed internazionali che frequentano l’isola verde a settembre. Una formula condivisa con l’ideatore del festival, Franco Iacono, apparsa vincente già nei primi tre anni di svolgimento, avendo saputo richiamare un pubblico sensibile alle attività culturali, ma rispettando l’esplicito obiettivo di allungare la stagionalità turistica delle strutture ricettive.
Il Contastorie, giunto così alla sua quarta edizione, è perciò un appuntamento da segnare in rosso nel ricco calendario degli eventi dell’Isola d’Ischia e della Campania. Anche quest’anno sarà possibile interagire con gli autori e i relatori in diverse locations di grande appeal ambientale e artistico quali Villa Arbusto a Lacco Ameno, il Chiostro francescano di Forio, il Palazzo reale di Ischia, la Biblioteca Antoniana, punti di partenza incantevoli per scoprire altri luoghi suggestivi e nascosti dell’isola.
La Camera di Commercio di Napoli è dunque presente e impegnata a rilanciare e sostenere le iniziative a trazione culturale che si sviluppano all’interno dell’intera area metropolitana a forte valore aggiunto per l’intero territorio e per il sistema delle imprese.

Maurizio Maddaloni
Presidente della Camera di Commercio di Napoli

Il tempo e le storie

Il Contastorie è ormai alla sua quarta edizione e ha imparato quali sono le linee d’azione che più interessano il pubblico che vi partecipa e che è andato a poco a poco crescendo ed espandendosi, nei diversi luoghi dell’isola in cui si sono svolte le iniziative: linee d’azione in ugual misura orientate ad una diversa e migliore conoscenza dell’isola da un lato e alla conoscenza di temi e problemi di attualità e urgenza, di cui è bene discutere e sapere, dall’altro. La prima linea d’azione concerne la sezione intitolata alla Coppa di Nestore: oggetto simbolo dell’isola antica che prevede ogni anno una serie di incontri dedicati all’archeologia di civiltà e culture fiorite proprio nell’isola o comunque partecipi della grande ricchezza materiale, artistica, intellettuale testimoniata nell’area del golfo. Specialisti e giovani ricercatori portano ogni anno il frutto delle loro ultime scoperte e ricerche. Questi incontri attirano il turista colto, ma sono pure destinati alle ultime classi delle scuole superiori, orientate al servizio di questo stesso turismo, ma bisognose di radicare in un sostrato realmente formativo il privilegio di appartenere e operare a Ischia. Poi, per quanto siano celebri le terme e il mare d’Ischia, vi sono in essa itinerari segreti, di terra, magari miracolosamente sottratti ad un’invasione cementizia, che danno vita a percorsi molto apprezzati nella scorsa edizione. Quest’anno sono perciò aumentati di numero e avranno sicuramente nuovamente successo, scoprendo il tufo verde, i muretti a secco, la flora e la fauna di questa terra miracolosa. Anche le serate d’autore/attore sono un punto fisso del programma di ogni anno e pure stavolta non si fa eccezione; se mai, nel fitto calendario, si approfondisce il motivo trainante della manifestazione, il “racconto di storie”: storie e racconti mediterranei, ispirati dall’Odissea e riportati al presente, viaggi nel tempo e dello spazio, oppure creazione di storie nei laboratori pensati per i più piccoli, partecipi del racconto. Senza dimenticare l’omaggio a tre grandi personaggi della cultura napoletana, della sua letteratura, teatro, musica: stiamo parlando degli omaggi ad Anna Maria Ortese, Eduardo De Filippo, Nino Rota.
Nello spazio riservato alla scienza, quest’anno domina poi la natura ctonia di queste terre, il vulcanismo nelle sue diverse manifestazioni: per rendere omaggio a Mercalli o raccontare il legame che unisce il fuoco nascosto o palese. Infine, per venire incontro a desideri espressi dalle istituzioni educative, un ciclo di lezioni che interessano non solo l’isola, ma tutto il nostro continente ansioso e insicuro, l’Europa, in cui politica ed economia stentano a dialogare sotto l’ossessione dei “parametri”, o di oscure parole, rischiando di smarrire nel frattempo il cammino del bene comune.

Laura Novati
Direzione culturale